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Introduzione a Internet e al Commercio Elettronico è un progetto di documentazione libera, realizzato a favore della diffusione di Internet e del Commercio Elettronico, inteso nei suoi vari aspetti. Propone un percorso formativo, tramite la segnalazione di risorse gratuite della rete Internet.

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La pubblicazione proposta rappresenta il risultato della comunità di ricerca dell'iniziativa DBE “Digital Business Ecosystem” finanziata dalla Commissione Europea nell'ambito del VI programma quadro. Iniziativa nata in seguito al vertice di Lisbona del 2000 che ha sancito il concetto di una “Società dell'Informazione per Tutti” ed in seguito dell'incontro della Commissione Europea del 2001 a Gothenburg, che ha aggiunto il parametro ambientale nelle strategie stabilite a Lisbona. Per soddisfare la nuova necessità di un sviluppo coordinato degli aspetti economici, sociali ed ambientali è nato il progetto DBE che fonda il suo spirito sul nuovo rapporto collaborativo che caratterizza la Società dell'Informazione. Il progetto adotta un approccio scientifico multi settoriale fondato sulla fisica, biologia, scienze sociali e scienze politiche.

Per Ecosistema si intende, in termini generali, l'interdipendenza di tutti gli attori presenti in un ambiente, nel caso degli DBE si intende un modello isomorfo tra il comportamento biologico e il modus operandi del software.

Il concetto di DBE è emerso dal concetto di “business ecosystem” di Moore (1996), il quale comunque ha adoperato il termine DBE sin dal 2003 ma in relazione ai paesi in via di sviluppo.

Un “Business Ecosystem” è come in natura un ecosistema, per cui un insieme di elementi che collaborano con altri elementi del sistema stesso, e che dipendono uno dall'altro per la loro sopravvivenza. In altre parole un BE rappresenta una comunità economica ove il suo benessere è relativo al rapporto del bilanciamento tra la collaborazione e  la competizione. Per cui il successo di una PMI è relativo alla capacità della PMI di trovare i partners giusti, gestire in modo ottimale i rapporti di collaborazione ed incrementare la disponibilità dei prodotti.

Il “Digital Business Ecosystem” invece è caratterizzato da un elevato grado di collaborazione ed interazione dovuto alle tecnologie che offre l'Internet networking, come l'e-mail, il commercio elettronico, etc.. Dal punto di vista tecnico un DBE è una piattaforma P2P che connette informazioni e servizi, agendo come catalizzatore delle interazioni, incentivandole ed ottimizzandole. Dal punto di vista “legale” un DBE nel suo insieme viene paragonato ad una associazione o azienda condivisa, con la finalità della produzione del valore aggiunto dato dalla collaborazione ed interazione on line. Per cui un DBE non rappresenta semplicemente un'infrastruttura tecnologica ma anche un modello economico e di business, fondato sulla collaborazione e sulla natura aperta dell'ambiente.
Lo schema del DBE
(Fonte: www.digital-ecosystems.org)

Gli ecosistemi digitali provengono dalla convergenza delle reti ICT con le reti sociali e le reti della conoscenza.

I benefici di appartena ad un ecosistema digitale per le PMI:
  • Efficienza nella gestione
  • Maggiore possibilità di scelta
  • Time to Market
  • Servizi collaborativi, possibilità di sviluppo di nuovi prodotti
  • Informazione accurata su questioni legali, amministrative e finanziarie
Il progetto nasce anche dall'urgenza di colmare il divario digitale nell'ambito delle PMI, favorendo l'adozione di tecnologie ICT ed estendendo il paradigma del knowledge networking ai livelli della conoscenza e della società, ove la conoscenza, i processi e le attività economiche lavorando in cooperazione e in competizione, sono concettualizzati come gli organismi del ecosistema stesso. In poche parole le entità digitali o specie digitali, in relazione alla biologia, sono i software, le applicazioni, i servizi, la conoscenza, i modelli di business, moduli per l'e-learning, quadri contrattuali, le leggi, etc..i quali come le specie in natura che si evolvono o si estinguono, si comportano ugualmente ma secondo le leggi del mercato.

L'iniziativa DBE sostiene che si può avere un'ulteriore accelerazione del processo di innovazione quando le tecnologie ICT sono realizzate in modo tale da favorire certi processi, come la produzione condivisa di conoscenza ed openness. DBE è composta da ricercatori provenienti da tutti i settori delle scienze tecnologiche, economiche, sociali ed ambientali, con la finalità dello sviluppo di una nuova scienza degli “Ecosistemi Digitali”.

DBE - L'evoluzione
(Fonte: www.digital-ecosystems.org)

Le aree di ricerca:

  • Nuovi Sistemi di valore e modelli di business
Ricerca multidisciplinare che include le scienze politiche e sociali e le tecnologie in grado di implementare l'interazione tra persone e tra aziende. Esempio il modello open source, indispensabile nella costruzione di un DBE.
  • Sistemi di software evolutivi ed adattabili
Lo studio riguarda la vita di entità astratte in un ambiente digitale e la loro abilità di rappresentare conoscenza sui processi business e servizi.
  • Linguaggi formali e naturali
Soddisfare la necessità di realizzare software basati su un linguaggio formale naturale.
  • La struttura matematica della logica come ponte tra la biologia e il software
La finalità è la comprensione della connessione tra la struttura algebrica dei sistemi biologici e la struttura algebrica della logica, con la finalità della definizione di una nuova forma di computing basata sul concetto della “Macchina Interattiva” come un'astrazione archetipa di un ecosistema digitale. In pratica i processi e regole del business possono essere relazionati a specifiche con interfacce a modelli di transizione per il run time management e coordinamento dell'esecuzione del servizio.
  • Architetture P2P dinamiche e reti Autopoietiche
La finalità è di rendere le reti P2P in un modo tale che supportano piena autonomia locale e nello stesso tempo che siano in grado di garantire la consistenza di transazioni distribuite, per cui la realizzazione di reti autopoietiche. Il concetto di “Autopoiesi” nasce nel 1973 (Marutana, Varela) con l'intensione di offrire un modello che definisce le caratteristiche di un sistema vivente, e dato il carattere epistemologico di tale concetto, puo' essere applicato anche per la comprensione della realtà. Un sistema autopoietico è caratterizzato dall'auto produzione, auto organizzazione, auto generazione,auto riproduzione ed differenziazione, come se fosse un sistema assestante, il quale è contemporaneamente sia produttore sia prodotto, per cui puo' essere inteso come un sistema circolare. Negli ecosistemi digitali il termine viene usato per indicare un modello di computazione interattivo evoluto o per indicare in linee generali una forma di organizzazione. La caratteristica di questi sistemi è data dal “determinismo strutturale”, ossia dal fatto che tali sistemi dipendono direttamente dalla loro struttura (es. L'architettura a livelli e la caratteristica end to end di Internet, che determinano le modalità di regolamentazione della rete, ossia la c.d. Internet Governance).
  • L'evoluzione degli ecosistemi digitali tramite sistemi di distribuzione cognitiva
L'emergenza del web 2.0 e della partecipazione degli utenti in un ambito ove i servizi sono concentrati nelle mani di poche aziende.
  • Gli operatori degli Ecosistemi Digitali
Individuazione degli stakeholders, il bilanciamento dei poteri, la creazione del Trust...

Nell'ambito dell'Internet Governance Forum è necessario definire e costruire un ecosistema digitale della Internet Governance, concetto sottolineato da Vint Cerf, che possiamo denominare Internet Governance Ecosystem (IGE) che garantisca l'effettiva individuazione dei problemi locali, regionali e globali, e l'efficiente partecipazione di tutti gli stakeholders in questo processo globale. In analogia al DBE anche l'IGE massimizzerebbe la partecipazione delle “specie digitali” locali massimizzando la diversità, in un contesto d'interazione globale, secondo il modello di DBE di Corallo che è fondato proprio su un sistema partecipativo di piccole entità.

Le dimensioni di governance:

  • Costituzione e bilanciamento degli interessi
La dimensione della condivisione dei valori e visioni comuni, secondo documenti costituzionali come il manifesto, il bill of rights ed i principi di condotta.
  • Cultura della comunicazione
La dimensione della trasparenza, dell'inclusione, delle politiche, delle procedure e delle responsabilità verso i propri referenti.
  • Credibilità, Armonizzazione, Trust
La dimensione della formazione di alleanze e del coordinamento regionale in modo che consentono diversi modelli di governance e di partecipazione.
  • Organizzazione e sincronizzazione
Organizzazione e sincronizzazione leggera e flessibile in grado di allineare le infrastrutture di sviluppo codificate, le associazioni e formazione di alleanze.
  • Licenze e regolamentazione
Quadro regolatorio e legale
  • Dimensione tecnologica
La scelta delle metodologie del sviluppo del software, la scelta delle tecnologie e degli standards infrastrutturali.

Il risultato tecnologico del progetto è stato una piattaforma digitale SOA aperta (DBE Studio) realizzata in linguaggio java, grazie alla quale le aziende possono interagire tra di loro. L'applicativo in pratica funziona come un protocollo per i web services agevolando la loro individuazione ed interconnessione, questi servizi devono essere necessariamente realizzati secondo le specifiche SOAP. Dal punto di vista tecnico l'applicativo non è stato completamente sviluppato mentre si riscontrano problemi circa la standardizzazione dell'interfaccia dei web services per differenti scenari di transazioni. Metaforicamente gli autori del progetto definiscono il DBE Servent come il TCP/IP delle PMI ed introducono in contrapposizione al SOA, il concetto di Ecosystem Oriented Architetture (EOA) come modello infrastrutturale ideale e realmente democratico per un ecosistema di business digitale.

La pubblicazione non solo presenta in modo eccellente l'importanza e finalità del progetto, ma  fornisce anche molti elementi di approfondimento sugli argomenti trattati, accompagnati da una ricca bibliografia.

Il valore del progetto non è dato solo dall'applicativo, comunque in via sviluppo presso la comunità source forge, ma anche dal concetto stesso di Digital Business Ecosystem Europeo, il quale determina uno spazio di collaborazione innovativo e rivoluzionario in grado di colmare il divario digitale nell'ambito delle PMI e sfidare le grandi corporazioni, grazie alla maggiore flessibilità operativa che caratterizza questo ambiente.

Riferimenti:

OPAALS (Open Philosophies for Associative Autopoietic Digital Ecosystems)

Bigital Business Ecosystem

Digital Business Ecosystems in Developing Countries - An Introduction
James F. Moore  - Berkman Center for Internet and Society, Harvard Law School

Architecture for Digital Ecosystems, beyond Service Oriented Architecture (IEEE-DEST 2007)